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Kefir d'acqua: partire da zero

Cosa serve per cominciare, dove si trovano i grani e la ricetta base.

Due giorni per ogni giro, cinque minuti di lavoro

I grani non si fanno: si ricevono

A differenza della pasta madre, i grani di kefir non nascono da soli in cucina: sono una colonia che si moltiplica solo da altri grani. Quindi "da zero" vuol dire trovare qualcuno che ne ha. Crescono in fretta, e chi li tiene ne ha sempre da regalare: guarda sulla mappa. In alternativa si comprano disidratati, ma impiegano alcuni giri a riprendersi.

Ricetta base, per un litro

  • 1 litro d'acqua
  • 40–50 g di zucchero: di canna chiaro va benissimo
  • 3–4 cucchiai di grani (50–60 g)
  • 1 fico secco oppure 2 datteri, non trattati con solfiti
  • mezzo limone biologico, a fette
  1. Sciogli lo zucchero nell'acqua a temperatura ambiente, in un barattolo capiente.
  2. Aggiungi grani, frutta secca e limone. Copri con un telo, oppure con il coperchio solo appoggiato.
  3. Lascia 24–48 ore a 20–25 °C, lontano dal sole. È pronto quando è poco dolce, leggermente acido, e il fico è salito a galla.
  4. Filtra con un colino di plastica o di inox. Butta frutta e limone. I grani ripartono subito con acqua e zucchero nuovi.

Più a lungo fermenta, meno zucchero resta e più diventa acido. E contiene un po' di alcol, di solito sotto l'uno per cento.

Le bollicine

Il liquido filtrato va in bottiglie con tappo meccanico, magari con un pezzetto di frutta o un po' di succo, per altre 12–24 ore a temperatura ambiente. Poi in frigo.

Attenzione. La pressione sale in fretta, soprattutto d'estate e con la frutta. Usa bottiglie fatte per le bevande gassate, non riempirle fino all'orlo, e aprile sempre sopra il lavandino, con una mano sul tappo.

Prima stesura, in revisione. Sono indicazioni generali per l'autoproduzione in casa, non un parere medico. Valgono sempre le regole generali, comprese quelle su quando buttare.